la Nuova Sardegna — 04 settembre 2008 pagina 03 sezione: OLBIA
OLBIA. A settembre non siederanno tra i banchi della loro scuola, all’Agrario, ma dovranno raggiungere ogni giorno col pullman un altro istituto, a Siniscola: è lì che sei alunni frequenteranno le lezioni, loro malgrado, per i prossimi due anni, per poter ottenere il diploma di perito agrario. «La scuola non ha richiesto l’istituzione della quarta classe in deroga, come previsto nel caso in cui il numero degli alunni sia inferiore al minimo, e i nostri figli pur di continuare gli studi saranno costretti ad andare a Siniscola», fanno sapere Giuditta Trippa, Angela Spina, Michela Inzaina e Franca Deiana, un gruppo di mamme in rivolta contro la direzione scolastica dell’istituto agrario. «Sono molto arrabbiata - attacca Giuditta Trippa - perchè la scuola non ci ha informato subito, se n’è lavata le mani -. Siamo stati convocati dal preside a metà luglio e solo dietro nostra sollecitazione, quando ormai non si poteva fare più niente. Abbiamo anche scritto alla Direzione generale della Sardegna ma non abbiamo neppure ottenuto risposta - dice ancora -. Voci sull’eventualità che la classe non venisse formata circolavano già da maggio ma i docenti ci avevano detto di stare tranquilli, poi, invece, la sorpresa. Proprio un bel premio per gli alunni meritevoli che vogliono studiare». Le mamme spiegano che su tredici alunni che frequentavano la terza classe, in otto sono stati promossi a giugno, ottenendo l’attestato di qualifica. Ma per poter avere il diploma di perito agrario occorre completare il ciclo di studi con altri due anni. «Ci chiediamo - aggiungono - perchè non è stata chiesta l’istituzione in deroga della quarta classe, costringendo i nostri figli e le stesse famiglie a sostenere pesanti sacrifici». L’istituto agrario più vicino dove iscriversi è quello di Siniscola, una scelta obbligata per i sei degli otto alunni che hanno deciso di proseguire gli studi. «I ragazzi - spiega ancora la donna - dovranno prendere il pullman da Olbia alle 6.40 e sobbarcarsi ogni giorno un’ora e mezza di viaggio sia all’andata che al ritorno, rientrando a casa alle tre e mezza del pomeriggio, senza considerare poi le spese impreviste che graveranno sulle famiglie - conclude - che dovranno sborsare 110 euro ogni mese per l’abbonamento del pullman e acquistare tutti i libri di testo nuovi, 250, 300 euro circa. Disagi che forse si potevano evitare se solo l’avessimo saputo in tempo».
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